PEC libera in uno Stato libero!

Finalmente!

E avanti così! La Pubblica Amministrazione aperta e libera non è una chimera!

La sottile linea d’ombra

Sono rimasto profondamente colpito da un articolo appena letto sul Corriere della Sera, sia per la gravità della notizia riportata (l’assassinio di un assessore comunale del PD) sia per come il giornalista chiude l’articolo con considerazioni annesse. Praticamente l’ultimo capoverso del pezzo (che si riferisce al politico barbaramente ucciso in un agguato) dice:

“Su Facebook – Il suo profilo è sul social network con 262 amici, tra cui colleghi di partito come il sindaco Cuomo, Diego Belliazzi, Leonardo Impegno, l’ex ministro Luigi Nicolais e Riccardo Villari. Era fan di Giovanni Paolo II e di Berlusconi e Brunetta, insolito per un politico del Pd”.

Considerazione: quanto la vita di un uomo può essere seriamente misurata dal suo profilo su un social network? E’ così stramaledettamente difficile distinguere tra identità reale e identità virtuale?Risposta: immagino proprio di si. Stiamo andando di corsa verso il web umanizzato e la cosa francamente mi terrorizza. Dopo aver compiuto errori enormi col mezzo televisivo facendolo assurgere a specchio ultradimensionale dove la realtà è diventata tragicamente spettacolo ho paura che lo stesso stia accadendo con il web.

Intanto per evitare scenate di gelosia e conti da pagare post-mortem inizio a preparare oltre al testamento reale anche quello virtuale dove citerò in entrambi a parti inverse la seguente clausola:

Io Eduardo Rispoli a EduardoR non l’ho mai conosciuto e non so chi sia.

Disamministriamo l’Amministrazione sognando l’Uomo Ragno

Il Web Semantico alias WEB 3.0

Uno degli argomenti che mi viene richiesto più frequentemente di approfondire ai corsi di Web 2.0  è quello del Web semantico. La ragione stà nel fatto Il web semantico è effettivamente il futuro e quindi tutti ne vogliono sapere di più su cosa accadrà domani. Quindi di seguito qualche consiglio/links utili:

- Working Definition: innanzitutto cos’è la semantica. Chiarito che andiamo a parlare del significato delle parole diciamo che il WEB SEMANTICO è un ambiente che fornisce una struttura che permette ai dati di essere condivisi e riutilizzati fra applicazioni, aziende e comunità. Si basa sul Resource Description Framework (RDF), che integra un varietà di applicazioni che utilizzano l’XML per la sintassi e gli URI per i nomi (W3C definition). Per capirci meglio il futuro del Web è quello di diventare un mezzo universale per lo scambio di dati (per dati si intendono anche i contenuti multimediali). Questo diviene possibile se ogni risorsa fornisce informazioni su se stessa. Queste informazioni sono i metadati. Quindi Il “Web Semantico” è un’infrastruttura basata sui metadati per ragionare sul Web. Attenzione: il web semantico estende (UML!) il web attuale, NON LO SOSTITUISCE! Insomma i Websites di oggi domani diverranno Webservices ( e molti già lo sono, basti pensare agli Amazon WS, alle API di delicious, etc…)

- http://www.w3.org/2001/sw/: link del W3C mondiale sul tema del web semantico

- http://www.w3c.it/w3cin7punti.html: Link W3C Italia sul web semantico

- http://www.websemantico.org/ : è un sito italiano fatto molto bene. I suoi obiettivi principali sono quelli di divulgare le potenzialità e le opportunità che derivano dall’applicazione del Web Semantico; presentare le applicazioni esistenti; offrire una panoramica delle risorse disponibili con articoli, traduzioni e contributi di esperti. CONSIGLIATO

- XMP (http://www.adobe.com/products/xmp/index.html): Extensible Metadata Platform (XMP) è una tecnologia di Adobe che permette di aggiungere metadati riferiti ad un file all’interno del file stesso. E’ open!

- http://www.w3.org/2001/sw/sweo/public/UseCases/: una lista di case studies direttamente dal W3C

- http://www.w3.org/DesignIssues/Semantic.html: Non posso concludere se non con un tributo al padre del Web x.0, Tim Berners Lee, una mente superiore. Qui trovate la sua roadmap del web semantico pubblicata nel 1998!!! Che dire, Grazie ancora Tim!!!

 

Le regole in un paese civile

Un articolo letto ieri sera sul corriere on-line e riguardante una lotta aperta in Germania tra le reti televisive pubbliche (ARD, ZDF) ed editori minori della carta stampata mi stà facendo riflettere sulla situazione italiana in materia. I vicini teutonici si stanno dando battaglia sul campo di Internet in quanto quella che si definisce “la stampa libera ed indipendente del paese” si sente attaccata dallo strapotere dei due canali televisivi principali. Lo scorso 12 giugno, i länder federali avevano deciso, in un progetto di nuovo contratto tv, che Ard e Zdf potevano pubblicare sui loro siti web solo notizie già date nel corso dei programmi televisivi. Tenete presente che ARD e ZDF sono reti pubbliche per cui i cittadini tedeschi pagano il canone. Ora, il gruppo di editori chiede che le due reti indichino per ogni notizia online la data e il programma nei quali è stata trasmessa in televisione la prima volta. E che questi articoli e video non rimangano nei loro siti più di una settimana. Vi renderete da soli conto che non si stà andando per il sottile ma la cosa che più mi irrita quale italiano e che mentre in Germania si discute di sulla base di leggi già emanate e di nuove regole per il web in Italia siamo invece ancora al medio evo della comunicazione. Senza voler parlare dell’enorme conflitto di interessi che ci impedisce di avere (unico paese in europa) dei codici condivisi riguardo ad esempio alla tutela dei minori sul web (questo anche grazie ai cartelli formati da Telco&Media che appena ne sentono parlare cercano in tutti i modi di bloccare il processo legislativo), in Italia mancano gli editori liberi. E soprattutto mancano gli editori liberi che stanno provando ad investire sul web. Apparte i soliti gruppi noti a tutti chi oggi potrebbe mettersi contro lo strapotere della Rai? Mettiamoci dentro anche Sky e Mediaset ed il gioco è fatto. Gli italiani pagano il canone a RAI e pagano tutta l’editoria italiana (comprese Mediaset e Sky) attraverso contributi che lo stato elargisce a questi soggetti. Per tornare al nostro caso se le maggiori testate giornalistiche e linee editoriali sono nelle mani della stessa persona che guida il governo del paese chi farà valere il diritto dei piccoli editori e dei cittadini ad una informazione aperta e libera su internet? Possiamo affidarci sempre ai soliti Grillo&Travaglio, ottime persone per carità, ma che non hanno il potere di condizionare le potentissime lobbies italiane? Ecco, quello che in Germania oggi è realtà in Italia sembra essere uno di quei discorsi che di solito terminano con un “e che ce vuoi ffà…và così…”. Che tristezza…però pacatamente, serenamente….

Ma per concludere sapete qual’è il vero motivo per cui l’editoria si sente minacciata? Perchè non ha ancora trovato un modello di business vincente per Internet! Le vendite delle copie cartacee dei quotidiani, mensili, settimanali è in caduta libera mentre crescono gli accessi on-line, ma gli editori non sanno come monetizzare questi utenti che preferiscono leggere le notizie in tempo reale durante l’intero arco della giornata! Non voglio mashuppare troppo gli argomenti, difatti al tema dei nuovi modelli di business per la carta stampata dedicherò un post ad hoc, ma iniziative come quelle del NY Times sono sicuramente una delle strade da percorrere.

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