La notizia letta alla luce degli ultimi accadimenti è tutta un paradosso: una medio-grande azienda informatica di Bari che non trova abbastanza Ingegneri ne tantomeno preparati sul territorio pugliese e così è costretta a selezionarli direttamente presso le facoltà del Settentrione tramite le sue sedi al Nord. Quindi, con una crisi a livello globale che oramai pervade ogni attimo della nostra giornata, scopriamo (ma una completa sorpresa non è) che i nostri Atenei sfornano neolaureati non preparati per il mondo del lavoro (è non è un problema solo del Politecnico di Bari). Purtroppo la realtà è che molte aziende italiane, soprattutto quelle che lavorano nel mondo dell’ICT e quindi dell’Innovazione (che guarda caso fa rima con la tanto nominata crescita) non riescono ad assumere (soprattutto giovani) quando e quanto vorrebbero. Ed intanto la disoccupazione giovanile e al meridione continua a crescere a livelli vertiginosi con enorme impatto sulle famiglie di origine che devono continuare a sostenere economicamente i loro ragazzi non ancora indipendenti ingenerando depressione della domanda e side effect a catena già troppo noti per riparlarne in questo post. Logicamente non esistono formule magiche ma che ne pensate se invece di annunci ai neutrini o boutade sulla crisi globalizzata il Governo non si concentrasse di più sui nostri problemi locali interagendo realmente con i territori e pianificando una reale riforma Universitaria, promuovendo/defiscalizzando/stimolando le aziende/gli spin off universitari/gli incubatori di Start Up, progettando con le Regioni veri piani di crescita professionale, attirando capitali stranieri (invece di farli scappare con minacce di Robin Tax) e perseguendo il rientro dei cervelli in fuga all’estero (ricordiamo l’esempio Marchiori purtroppo su base volontaria…)? Insomma l’Italia ha bisogno di competenze, di veri Maestri per le nuove generazioni, di Università legate a doppio filo con il mondo dell’impresa, di Ricerca e Sviluppo seria (perchè non si può demandare tutta la Ricerca Industriale e lo sviluppo sperimentale Italiano ai soli PON che se non governati correttamente diventano l’ennesimo contributo a pioggia che non incentiva nessun anello della catena del valore). Intanto speriamo che le “Cime” (oggi tempestose) domani vengano associate solo alle eccellenze emergenti tra i nostri giovani neolaureati (pugliesi e non) e magari si trasformino per loro (perdonatemi la battuta) in un buon piatto fumante di orecchiette da godersi con la propria famiglia (e dico propria) durante un sereno pranzo domenicale.
ER